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LE PALLE SONO FERME DA OLTRE UN ANNO

Ci auguriamo, come spesso avviene, che la nostra sollecitazione porti l’Amministrazione a darsi una mossa e completare presto i lavori in modo da avere la Cupola pronta in poco tempo e al servizio del complesso scolastico in località Gromola.

Da oltre un anno, l’intervento è fermo. Circa 180mila euro previsti per il montaggio della Cupola più grande a Gromola con la contestuale sistemazione dell’area adiacente. Cantiere aperto, lavori iniziati e poi sospesi. Le Cupole Geodetiche, termine più urbano per quelle che passeranno alla storia come “le palle”, hanno rappresentato certamente uno dei vulnus amministrativi più clamorosi della storia recente di Capaccio Paestum. È indubbio che il loro acquisto fu un grave errore, una spesa inutile per una cosa che non poteva albergare all’interno dell’area archeologica e sulla quale non vi era una definitiva allocazione. Finora, queste “3 palle” sono costate ai cittadini capaccesi un occhio della testa. Non solo per i circa 600mila euro spesi per l’acquisto nel 2015, ma soprattutto per i continui montaggi e smontaggi. I due dell’era Voza sono costati 160mila euro circa. Per le attuali collocazioni volute da Alfieri, a Licinella circa 90mila euro, e a Gromola, comprese le spese per la sistemazione delle parti esterne, la cifra stanziata è di 180mila euro circa. In pratica, finora, questa maledetta storia delle “palle” ha pesato sul Bilancio Comunale per un totale di euro 1.030.000 circa. Una cosa da pazzi, soldi che potevano essere investiti, una sola volta, e su un’opera fissa e definitiva.

DOSSIER

LO SPACCHETTAMENTO DELLE CUPOLE GEODETICHE. LA GRANDE OCCASIONE PERSA PER VIA CADUTI DI NASSIRIYA

Una soluzione adeguata per le “Palle” nel 2017 si era trovata. Un progetto della Giunta Voza di euro 350mila circa, che avrebbe dato al centro di Capaccio Scalo, ovvero l’area attraversata da Via Caduti di Nassiriya, la sua destinazione ideale e voluta da tempo dai cittadini: un’area parco con verde pubblico ed un’agorà coperta per eventi, fiere e mercato.

GENNAIO 2020 – Le “palle” divise e in giro per il paese

Ma, a vanificare la possibilità di realizzazione di questo progetto, è arrivata la scelta della Giunta Alfieri che ha destinato le cupole una a Licinella e una a Gromola, facendone anche venire meno la loro funzione che aveva senso se collocate insieme, poiché i moduli erano l’uno un’integrazione degli altri. Una scelta che ha potuto anche accontentare gli abitanti di queste contrade, ma che si presenta di piccolo cabotaggio rispetto a quello che avrebbe potuto rappresentare un intervento nel pieno centro di Capaccio Scalo. E Capaccio Scalo, da troppo tempo, è soccombente nelle scelte delle ultime amministrazioni.

Ora, che succede a Via Caduti di Nassiriya?

Il pericolo più grosso, a questo punto, è che proprio quest’area, tramontata la possibilità del Parco Eventi, si voglia destinarla al cemento. L’area è da PRG vigente zona Ex PEEP (ovvero Piano Edilizia Economica Popolare). Fortunatamente, i tempi di attuazione di tale programma sono scaduti da tempo. Già nel PUC Forte (PUC approvato dalla Giunta Marino e poi revocato dalla successiva Giunta Voza) alla fine, nella stesura definitiva e portata in Consiglio Comunale per le Osservazioni, dopo un lungo dibattito, ottenemmo come consiglieri comunali che l’area fosse indicata come zona in cui era possibile solo un intervento che comportasse la creazione di una Piazza Parco, con ai lati, in senso circolare, immobili destinati alle attività di servizi e un grande spazio al centro da destinare a Piazza e Parco Urbano. Una sorta, chiaramente in “piccolo piccolo”, di modello Central Park, giusto per intenderci e non per fare paragoni. Ora, come tutti ben sanno, sta iniziando l’iter procedurale per il PUC dell’era Alfieri. Ci auguriamo, e auspichiamo, e su tale argomento saremo intransigenti, che le scelte urbanistiche per tale area vadano nella direzione di evitare palazzine e colate di cemento e riservare a tale ambito la prerogativa di spazio misto per verde pubblico e luogo di socializzazione e di servizi ludici e ricreativi.

Quello che poteva essere e non è stato – Parco Eventi ed Agorà coperta a Capaccio Scalo

Descrizione dell’intervento: Verde pubblico, piazzali, panchine e cupole geodetiche come contenitore sociale e culturale. Area interessata: Adiacenze Via Caduti di Nassiriya a Capaccio Scalo. Costo dell’intervento: Euro 350mila (stabilizzazione del terreno, ricollocazione cupole geodetiche, impianti di servizio, aree parcheggio).

 

L’area dell’ampio nucleo urbano di Capaccio Scalo ha una popolazione residente pari a 4.346 abitanti. Gli standard urbanistici attuali sono principalmente legati all’istruzione (20.118 mq), alle attrezzature di interesse comune (4.522 mq), al verde, gioco e sport (46.341 mq) e ai parcheggi (24.644 mq). Sulla base di questi dati, emerge con forza la necessità della creazione di un nuovo polo di attrazione che possa favorire identità e relazioni. Un Parco, concepito sul modello dei parchi metropolitani europei. Sistema del Verde con all’interno un’Area Eventi, una sorta di Agorà al coperto. Da anni, l’area adiacente via Caduti di Nassiriya viene indicata da tutti come Parco Urbano polifunzionale al centro di Capaccio Scalo. Quale migliore occasione allora se non quella di intervenire ricollocandole in questa area, dotando il centro urbano di una preziosa struttura per eventi pubblici permanente, che sarà ancor più attrattiva grazie alla presenza nelle vicinanze di funzioni commerciali e ampi parcheggi che, situati ai margini dell’area, sono a servizio della struttura stessa e necessari anche a soddisfare i bisogni pregressi. L’area in questione è di proprietà di privati. Visto il costo elevato per l’acquisto, il fitto del terreno è sicuramente la procedura più adeguata. L’area di recente era stata già fittata dall’ente comunale. I costi totali (350mila euro circa) saranno coperti con fondi comunali, direttamente da appostare in Bilancio. Basterà la metà di quanto previsto e speso per il Linora Village, struttura provvisoria, fuori contesto urbano e rivelatasi un fallimento.

A cura di Carmine Caramante

 

 

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