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NOTTI MAGICHE – IL CALCIO CI RENDE ORGOGLIOSAMENTE ITALIANI

Caressa ha esordito così al termine dei rigori per la finale di Euro 2020 tra Italia – Inghilterra tenutasi a Wembley: “Grazie Signore che ci hai dato il calcio, che ci fa abbracciare, che ci fa risvegliare”. Questa frase incarna ciò che un pallone riesce a suscitare negli animi delle persone, unendo con profondo patriottismo un’intera nazione. Una rivalsa che sa di normalità quella degli Europei 2020, disputati con un anno di ritardo causa Covid. Un’attesa infinita e ancora più sentita da parte di tante persone che cercano solo un ritorno alla vita di un tempo e perché no di vivere questa vita emozionandosi d’avanti ad un rigore sbagliato di un avversario scontatamente dato per vincente. L’Italia ce l’ha fatta, dopo quindici anni dai Mondiali 2006, porta a casa, e forse è il caso di dire “it’s coming home”, una delle coppe più agognate, quella degli Europei. L’esordio di una squadra unita e compatta, che ci ha creduto fin dal primo istante, che ha combattuto con le unghie e con i denti, ma soprattutto col cuore. È un atto d’amore per il proprio Paese, quello dei giocatori e dei tifosi. L’abbiamo sentita tutti forte questa appartenenza nel momento in cui Donnarumma ha parato il rigore decisivo a Saka. Ci siamo sentiti tutti legati e innamorati ancora di più della nostra splendida nazione. Caroselli e sfilate hanno invaso ogni angolo del nostro Paese, ma non solo. Sono state tante le manifestazioni anche fuori dall’Italia, da parte di tutti i nostri connazionali che vivono all’estero. Una gioia indescrivibile soprattutto per i nostri adolescenti e bambini che hanno vissuto per la prima volta una vittoria della propria nazionale di calcio. Adesso non ci resta che aspettare le notti magiche dei prossimi Mondiali, continuando sempre a sognare, sentendoci orgogliosamente italiani. Il giorno prima degli Europei si è tenuta anche la finale della Copa America, vinta dall’Argentina contro il Brasile, lo scontro d’eccellenza del Sud America. E anche in questo caso non sono mancate le emozioni d’appartenenza per un popolo volto al calcio come l’Argentina. Chissà se da lassù non ci sia stato lo zampino di Maradona. Di certo ha esultato dalle nuvole.

Erica Desiderio

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