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ANCORA UNA GIOVANE VITA RESTA SULLE STRADE DI CAPACCIO PAESTUM – RIFLESSIONI SU UNA VIABILITÀ DA RIFONDARE

Non è nostro costume e non è eticamente corretto contestualizzare la perdita di una giovane vita sulle strade del nostro comune. Alla famiglia e agli amici del giovane che quest’oggi ha perso la vita in motorino in via Sandro Pertini a Rettifilo vanno le condoglianze di tutta la Redazione de Il Commendatore. Tuttavia, non si può continuare a piangere morti e far poi finta di niente, senza far nulla per evitare che ciò accada. Da decenni, e chi vi scrive ne ha fatto anche una battaglia personale (spesso inascoltata) quando è stato in Amministrazione, molte strade di Capaccio Paestum sono altamente pericolose. I motivi? Vari e di diversa natura. A volte ci troviamo in presenza di strade strette e con un manto disastrato. In altri casi, corsie ampie ma con improvvisate aree di parcheggio sui due lati della carreggiata. In altri casi ancora, vi è assenza totale di segnaletica ed illuminazione. Molti poi sono i rettilinei (dove purtroppo nessuno rispetta i limiti di velocità). Per conformazione, e a causa di uno sviluppo urbanistico disordinato e non omogeneo, le arterie principali (Via Magna Graecia, Viale della Repubblica, Via Sandro Pertini a Rettifilo e via Francesco Gregorio a Laura) presentano tutte intersezioni ed innumerevoli accessi, in alcuni casi realizzati (con il beneplacito dell’amministratore di turno) per accedere addirittura a singole abitazioni.
LA PISTA CICLABILE VA MESSA IN SICUREZZA
(Legge 28 giugno 1991 n. 208 e D. M. 557/1999)
Su Viale della Repubblica, in direzione Laura, da molti anni (recentemente sottoposta a restyling) insiste una pista ciclabile o cosiddetta tale. È assai utilizzata sia da ciclisti e soprattutto da pedoni per il jogging o le lunghe camminate. Tenuto conto degli ingombri dei ciclisti e dei velocipedi, nonché dello spazio per l’equilibrio e di un opportuno franco laterale libero da ostacoli, la larghezza minima complessiva deve per legge essere pari a 2,50 m (si prega di verificare). Inoltre, le piste ciclabili sprovviste di barriere protettive (come lo è la sopracitata che costeggia una strada dove purtroppo si “corre” durante il giorno e di sera diventa pista di Formula 1 o Moto Gp) sono inutili e soprattutto pericolose. Sempre le norme in premessa, prescrivono che la larghezza dello spartitraffico fisicamente invalicabile che separa la pista ciclabile dalla carreggiata destinata ai veicoli a motore, non deve essere inferiore a 0,50 m (si prega di provvedere).
Carmine Caramante

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