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CINEMA MYRIAM – L’AMMINISTRAZIONE ALFIERI VUOLE CHIARIRE. MA LA TOPPA È PEGGIORE DEL BUCO

Sarebbe buona norma e regola, quando ci si trova dinanzi a situazioni e cose momentaneamente sottoposte a verifiche da parte delle autorità competenti, tacere ed aspettare. Come segno di buon senso. Anche perché, a volte, i tentativi di mettere le toppe possono diventare peggiori dei buchi. Improvvisamente, l’Amministrazione Comunale, in seguito ai noti avvenimenti che stanno riguardando la questione dell’Ex Cinema Myriam di Piazza Santini, “se n’è venuta” con un comunicato stampa a suo dire “chiarificatore”. A parte che questi “chiarimenti” andrebbero portati in altre sedi ben più serie dei marciapiedi, abbiamo potuto constatare, ancora una volta, numerose perplessità su quanto asserito. Com’è giusto fare, abbiamo effettuato un approfondimento al fine di avere la situazione più chiara.

In particolare, nel comunicato, tra le altre cose, per lo più di propaganda politica (e ci può stare), si è affermato che:

  • “Quanto alla questione della variante urbanistica, il primo progetto approvato dall’Amministrazione comunale prevedeva una ristrutturazione fedele del vecchio fabbricato, dunque conforme al PRG vigente in quanto ricadente in zona omogenea di tipo G all’interno di un comparto urbanistico A2. In seguito, sull’esigenza di garantire alla collettività una migliore fruizione della sala teatro e di dotare l’Ente di volumetrie commerciali di proprietà (diverse ed evidentemente in concorrenza a quelle già dei privati), si è decisa una modifica progettuale comportante un ampliamento volumetrico rispetto all’edificio preesistente. Di qui la necessità di apportare una variante urbanistica che il Consiglio comunale, organo cui ex lege è delegato il potere di pianificazione, ha approvato con la DCC n. 48/2020. Tutto qui: nulla di incomprensibile ma legittimo e trasparente”;
  • “…Il Comune di Capaccio Paestum è divenuto proprietario del bene senza aver sborsato un euro dalle casse comunali dovendo solo assicurare ai privati la ristrutturazione dei locali commerciali che, si badi bene, erano già di loro proprietà”.

FACTCHECKING

Affermazione n. 1

Secondo l’Amministrazione Comunale, il primo progetto approvato prevedeva la ristrutturazione fedele dell’immobile senza volumetrie aggiuntive e pertanto conforme alle norme in A2 del PRG vigente. Purtroppo, abbiamo potuto appurare, dagli atti prodotti dalla stessa Amministrazione Comunale di Capaccio Paestum, che ciò non corrisponde al vero. Esistono solo 2 progetti approvati dall’Amministrazione Alfieri sull’Ex Myriam. Il primo è il progetto Definitivo approvato il 10/10/2019 con delibera di Giunta Comunale n. 242 (il cui Esecutivo è stato approvato con delibera di Giunta Comunale n.117 del 05/03/2020). Occhio alle date, sono precedenti alla stipula dell’atto di permuta, che è datato 25/05/2020 n.rep 75575, raccolta n.20755, rogante il dottor Laudisio Raffaele notaio in Sarno. Pertanto, è il succitato progetto quello su cui si è trattata la permuta. E tale progetto, come si è potuto ben evincere dalle tavole, presenta una superficie in pianta per mq 990 ed un’altezza pari a circa metri 15. Il fabbricato esistente del vecchio Cinema Myriam era alto metri 11.50 ed aveva una superficie in pianta di mq 843. Di conseguenza, il progetto approvato e oggetto di permuta non era una “ristrutturazione fedele” ma presentava volumi aggiuntivi rispetto all’esistente e ciò lo rendeva non conforme al PRG vigente. In pratica, l’Amministrazione Comunale ha stipulato con i privati un atto di permuta sulla base di un progetto difforme al PRG vigente. Ma non c’era da fare gli Sherlock Holmes per scoprirlo. Basta andare a leggere la stessa delibera di Consiglio Comunale n. 48 del 06.08.2020, nella quale, a pagina 3, è la stessa Amministrazione ad ammettere che “il progetto non è conforme al vigente PRG del Comune di Capaccio Paestum, in quanto è prevista la ricostruzione dell’edificio demolito con aumento del carico volumetrico”. Insomma, dopo quasi un anno ci accorgiamo che il progetto era difforme dal PRG? Dopo aver sostenuto anche delle spese e fatto un rogito notarile basato su un progetto errato? Infine, a solo dovere di cronaca, citiamo il secondo progetto, quello attuale arrivato con l’approvazione del Progetto di Variante (delibera di Consiglio Comunale del 06/08/2020 n.48) che presenta un ulteriore aumento della superficie in pianta fino a complessivi mq 2025 ed un’altezza che supera i 16 metri circa.

 

Foto 1 – Vecchio Cinema Myriam (stato di fatto)

 

 

Foto 2 – Progetto Esecutivo 2019 con aumento di altezze e superfici

 

Foto 3 – Delibera di Consiglio Comunale n. 48 del 06.08.2020, nella quale, a pagina 3, è la stessa Amministrazione ad ammettere che “il progetto non è conforme al vigente PRG del Comune di Capaccio Paestum”.

Affermazione n. 2

Secondo l’Amministrazione, il Comune di Capaccio Paestum ha fatto l’affare del secolo. In quanto, si legge che “…è divenuto proprietario del bene senza aver sborsato un euro dalle casse comunali dovendo solo assicurare ai privati la ristrutturazione dei locali commerciali che, si badi bene, erano già di loro proprietà”. Orbene. Leggiamo “ristrutturazione”. Secondo l’Amministrazione Comunale, le spese affrontate sono di “ristrutturazione”. Forse si sono già dimenticati che l’edificio, con tanto di evento alla Nuovo Cinema Paradiso, è stato demolito. Di conseguenza, il Comune, a sue spese, non deve ristrutturare i locali commerciali ma ricostruirli ex novo, insieme ovviamente all’intero Cinema. Ad un costo di euro 2.500.000 (duemilionicinquecentomilaeuro) finanziati con mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti. Quindi, e questa è una differenza non da poco, non trattasi di metro quadro da ristrutturare (costo medio di spesa di circa 400 euro al mq) ma di metro quadro da edificare ex novo (costo medio di spesa 900 euro al mq). Spese che il Comune deve sostenere. Anche questi costi di edificazione ex novo dei locali da dare ai privati andrebbero considerati. In pratica, i privati si ritroveranno gli oltre 400 mq di locali commerciali (valore 2400 euro per 1 mq) senza aver dovuto sostenere alcuna spesa per costruirli (ci sarebbero voluti circa 360mila euro). Sul “si badi bene erano già di loro proprietà”, ci si permette di dire che “si badi bene” già nell’atto di indirizzo (delibera di Consiglio Comunale n. 80 dell’11.07.2019) la stessa Amministrazione constatava che “si riscontra un immobile in stato di degrado e fatiscenza, oggetto di ordinanze riguardo la messa in sicurezza e lo stato di sgombero coattivo, stato di fatto che permane da tempo e che nel perdurare non farà altro che aggravare la situazione descritta”.

Carmine Caramante

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