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DOSSIER ESTATE 2022 – CAPACCIO PAESTUM TRA LUCI E OMBRE

DOSSIER ESTATE 2022 – CAPACCIO PAESTUM TRA LUCI E OMBRE

Il Sindaco confonde gli spettatori con i turisti?

“Eravamo certi che, anche quest’anno, il MaCo Festival sarebbe stato un successo e le 150.000 presenze registrate alla Clouds Arena ne sono la conferma. Siamo fieri di poter affermare che, grazie ad una ben riuscita sinergia tra pubblico e privato, l’organizzazione ha funzionato come previsto.  Ma, al di là dei numeri, siamo contenti che la nostra Capaccio Paestum abbia regalato emozioni ad un pubblico variegato, oltre che vasto”. Così sui social il Sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri, ha usato toni trionfalistici nell’esprimere piena soddisfazione per i numeri registrati dal folto programma di eventi che ha animato l’estate pestana.

Bisogna contare i numeri dei turisti, non di chi va a vedere gli spettacoli

I turisti sono, per definizione, coloro i quali fanno almeno 1 pernottamento in un posto. Pertanto, i dati su cui ragionare li avremo a fine anno, come di consueto calcolati sul pagamento della tassa di soggiorno. Gli ultimi due anni (2020 – 2021), causa anche il Covid, per Capaccio Paestum i dati sono stati molto negativi. Anche i numeri calcolati sulla tassa di soggiorno del primo semestre 2022 (in aumento fisiologico rispetto agli anni del lockdown del 49%) sono comunque negativi rispetto al 2019. I numeri di spettatori ai concerti, quindi, è inutile contarli, a meno che non si voglia fare i conti in tasca alla società privata che ha organizzato gli eventi.

L’esigenza di destagionalizzare i flussi

Da sempre, non da quest’anno, è facilmente dimostrabile che i concerti e i grandi eventi fatti a luglio e agosto non portano alcun valore aggiunto al territorio. Risulta evidente che è inutile portare flussi nei due mesi in cui tutto è già comunque pieno anche senza concerti. La destagionalizzazione degli eventi è un tema serio che andrebbe affrontato nelle sedi istituzionali. È facilmente deducibile, basta parlare con un ristoratore di Paestum, che i concerti della Clouds Arena sono stati controproducenti. Se migliaia di persone tra le 20 e le 24 sono state in una arena spettacoli, è evidente che non sono andate al ristorante. Inoltre, cosa dichiarata da molti ristoratori pestani, la sera dei mega concerti molti ristoratori di Paestum hanno avuto disdette di prenotazioni abituali poiché per la gente era preferibile non venire a Paestum causa il traffico del concerto.

I BALNEARI LAMENTANO UN CALO DEL 50%

Lungomare: caos viabilità e parcheggi. Flop nelle ore serali

Quest’anno negli stabilimenti balneari di Capaccio Paestum ci si aspettava un boom di presenze. Ma, stando a quanto hanno pubblicamente dichiarato gli stessi titolari dei lidi, non è stato così. L’affluenza, secondo i gestori delle spiagge pestane, ha registrato un brusco calo delle presenze, pari al 40-50% in meno rispetto al 2021, quando tra l’altro si era ancora in piena pandemia e soggetti a regole e restrizioni.

Il lungoblocco

Il lungomare di Capaccio Paestum, o meglio di Laura di Paestum, non funziona. L’idea era quella di creare un waterfront che donasse alla cittadina il pieno rapporto con il mare per 365 giorni l’anno. I motivi di questo flop, al netto dei trionfalismi per l’intervento fatto e che la propaganda politica ha cavalcato, sono molteplici e di diversa matrice. Innanzitutto, come si è notato sin dal principio, la striscia mattonellata che ci si ostina a definire “lungomare” è “costretta” tra i lidi e la pineta e da ciò ne scaturisce l’assenza della vista del mare, un particolare non da poco. Di fatto, tranne che nei pochi punti aperti, il panorama per chi passeggia è costituito da recinzioni dei lidi, cabine, muri, muretti, aree per il deposito dei rifiuti, serbatoi e ripostigli.

Non ci sta un metro per parcheggiare

Le problematiche sono sempre le stesse, ataviche ma, a quanto pare, senza soluzione. Eppure, gli investimenti (o meglio i debiti) fatti dall’Amministrazione Comunale per il riassetto del fronte mare facevano presagire ben altra organizzazione. Al momento, i parcheggi restano il vero grande problema irrisolto del “lungolidi” di Capaccio Paestum. L’estate si è trasformata per molti bagnanti in un “inferno” di disagi lungo tutta la linea di costa.

La desolazione serale

Altro che movida e passeggio serale in riva al mare. Di sera, il lungomare di Laura è deserto. È buio e solitudine e, soprattutto, insicurezza visti i continui furti di automobili ed episodi di scippi ai danni di cittadini. Gli imprenditori balneari dovrebbero mantenere aperte le strutture di sera e anche nei mesi non estivi. È davvero desolante passeggiare e non trovare un bar aperto neppure per prendere un caffè o un gelato. Il primo presidio per un luogo è la presenza di vita, e le attività commerciali e di intrattenimento sono l’essenza per un luogo che vuole essere punto di attrazione per flussi giornalieri o diventare un salotto all’aperto per il territorio. Questo intervento, costato fior di quattrini, che ne costerà ancora ed ancora, è stato principalmente fatto per migliorare il decoro lungo gli stabilimenti balneari. Non capiamo perché gli stessi imprenditori del settore non abbiano avuto la sensibilità di dare un contributo fattivo a questo processo restando aperti anche di sera almeno quei 200 giorni l’anno che dovrebbero essere imposti da un serio contratto di concessione.

MA IL VERO PROBLEMA È L’AMBIENTE

Mare a giorni alterni, pineta abbandonata

Premessa. Proprio perché abbiamo a cuore l’immagine del territorio e i sacrifici e gli investimenti fatti nel settore balneare, abbiamo aspettato settembre per fare questo articolo, dopo quello iniziale di giugno. Fare pubblicità negativa non è la nostra missione, pertanto nei mesi estivi ci siamo astenuti dal trattare queste questioni. Vogliamo porre attenzione affinché ci sia sensibilità e voglia di risolvere i problemi. Detto questo, ci eravamo lasciati agli inizi del mese di giugno: giorni nei quali avevamo già lanciato il grido di allarme chiedendo di agire, intensificare i controlli sugli scarichi illegali al fine di salvare la nostra stagione balneare. Miglioramenti: zero. Naturalmente, la costa di Capaccio Paestum è lunga 12 km circa. Ogni giornata è diversa dalle altre nei vari tratti di mare e, per fortuna, alcuni si presentano buoni o anche eccellenti. Ma, a giorni alterni, ad ore alterne, molto spesso di prima mattina. E ciò non è tollerabile, unitamente a criticità costanti in punti della costa ormai noti. Le analisi dello stato delle acque ha spesso fatto registrare la presenza di Cloruri, Solfati, Nitrati, Nitriti, quest’ultimi costituenti principali di disinfettanti, utilizzati nel comparto zootecnico. Presso la foce del Capo di Fiume, punto nevralgico, costantemente si presentano casi di alterazione dello stato ecologico dovuti a sversamenti occulti.

Pineta modello “Terra dei Fuochi”

La situazione di numerosi tratti di pineta, e di alcuni dei camminamenti che dovrebbero portare dai parcheggi di via ex Sterpinia alla spiaggia, si sono presentati questa estate nelle condizioni in foto. Sembra di entrare in una discarica, erba alta e cumuli di rifiuti.

Uno spiraglio di luce

Di recente, è stato attivato l’innovativo progetto di salvaguardia ambientale messo a punto dalla Assoprof (associazione di tecnici ambientali – tel 335.1037219) per il Comune di Capaccio Paestum, che prevede il risanamento delle acque superficiali tramite bioattivatori, coadiuvanti utili al ripristino degli equilibri naturali degli ecosistemi fluviali e marino costieri. Questi mitiganti assolutamente naturali vengono irrorati alle foci dei fiumi Sele, Solofrone, Capo di Fiume, Ponte di Ferro, Fiumarello e dei Ranci al fine di preservare la ricca biodiversità dei luoghi e migliorare la qualità delle acque. Il primo intervento pilota è stato svolto il 10 agosto scorso. Con l’uso di bioattivatori ed altri progetti di prossima realizzazione l’Amministrazione vuole mettere a punto un moderno sistema di prevenzione ed intervento tempestivo nei confronti sia di atti criminosi che sulla formazione improvvisa di fioriture algali, al fine di garantire un’eccellente qualità delle acque balneari del nostro tratto costiero.

A cura di Carmine Caramante

 

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