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DOSSIER SOTTOPASSO

Ormai, non si contano più. I manifesti e le parate cerimoniali di posa della prima pietra a cui poi non è seguita la seconda causa lavori iniziati ma sospesi o ritardati o bloccati. Ora, visto il calo dell’audience ormai percepibile in città e le imminenti elezioni comunali, il Sindaco ha pensato bene di dover organizzare un po’ di fanfara scomodando addirittura la presenza del governatore De Luca. L’inaugurazione, come tante altre, è anche questa farlocca. Infatti, trattasi di “consegna dei lavori”, un mero aspetto che attiene alla formalizzazione della procedura di appalto e che gli enti appaltanti devono espletare entro 45 giorni dalla data della stipula del contratto (art. 129, co. 2, reg.). Cominciare i lavori, come tutti sanno ad eccezione di coloro che non vogliono sapere, è tutt’altra cosa. Del resto, come emerge dagli atti, ci sono aspetti autorizzativi dell’opera ancora da definire e soggetti ad ulteriori documenti da produrre. Ma, siamo a poche settimane dalle elezioni e quindi il Sindaco aveva bisogno di fare un po’ di “ammuina” per gettare fumo negli occhi ai suoi fans.

ALFIERI S’INTESTA MERITI NON SUOI
Sul progetto e sull’iter sottopasso di Paestum, le cose andrebbero analizzate con serietà, senza partigianeria, semplicemente con rispetto per la verità dei fatti. Riguardo a questa futura opera, Alfieri ancora una volta si qualifica nel tentativo di mistificare la realtà prendendosi meriti amministrativi che non sono suoi. Va chiarito, infatti, che l’iter per la realizzazione del sottopasso è iniziato da oltre un decennio e che è stata l’Amministrazione Voza nel 2016 ad ottenere il primo parere della  Sovrintendenza sul progetto, poi successivamente modificato da Alfieri in modo parziale.

MA SERVE DAVVERO O È ORMAI ANACRONISTICO?
Il sottopasso, ovvero l’intervento di viabilità alternativa all’ex passaggio a livello di Paestum, è fuor di dubbio che fosse attuale nel 2004 o negli anni immediatamente successivi. A distanza di 20 anni, facendo un’analisi scevra da campanilismi di contrada, l’opera non sembra avere più la valenza di prima. I consolidati processi territoriali e di viabilità non pongono una necessità impellente nell’avere il sottopasso nel posto in cui oggi è stato concepito, ovvero con sbocco a pochissima distanza dalla già esistente uscita/entrata della Statale 18 a Santa Venere. Un doppione in pratica, che non rileva nessuna sostanziale novità di tragitto rispetto al percorso da e verso Capaccio Capoluogo. Inoltre, è questo è un altro elemento che va considerato, l’opera produrrà un ulteriore depotenziamento dell’uscita Capaccio Scalo della Statale 18, con conseguente diminuzione dei flussi e dei passaggi dal centro urbano da parte di chi va a raggiungere poi i Templi di Paestum, in particolare visitatori e turisti. Una pianificazione sensata dell’indotto delle presenze turistiche su Paestum dovrebbe prevedere una prevalenza o addirittura un obbligo, in termini di viabilità per chi viene a visitare l’area archeologica, di passare per il centro urbano di Capaccio Scalo, centro commerciale naturale per i turisti. Si spenderanno 7 milioni di euro di soldi pubblici, quindi, per bypassare ulteriormente flussi dalla Statale 18 direttamente su Paestum area archeologica, senza dover prima passare o sostare per Capaccio Scalo.

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