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IL 10 MAGGIO CAPACCIO PAESTUM DICA NO ALLA DEVASTAZIONE

Mercoledì 10 maggio 2023, alle ore 17.00 presso il NEXT Ex Tabacchificio Cafasso, si terrà l’incontro relativo al progetto Anas per la realizzazione della Bretella tra Agropoli ed Eboli. L’incontro, che segue quelli già tenutisi ad Agropoli, Albanella ed Eboli, è previsto dalla procedura progettuale ed è organizzato dall’ANAS e coordinato dalla dottoressa Caterina Borruso, Strategic Team of Planning. Questa serie di dibattiti è rivolta alla cittadinanza e al sistema degli attori locali (istituzionali e socioeconomici) e ha l’obiettivo di diffondere in maniera capillare le informazioni sul progetto e raccogliere osservazioni, istanze e contributi dai territori.

CRESCE IL DISSENSO E IL NO ALLA BRETELLA

Dopo il No del Comune di Eboli, le perplessità di Battipaglia e le rimostranze di Albanella, anche Legambiente Campania ha espresso la sua contrarietà al progetto Anas per la realizzazione di una strada a scorrimento veloce come variante della SS18 tra Agropoli e l’autostrada A2 del Mediterraneo – Eboli.

Nella nota seguente, Legambiente Campania insieme ai suoi circoli territoriali esprime la sua contrarietà al progetto.

Ci preoccupa che la Regione Campania abbia individuato come progetto strategico di particolare rilevanza per i campani la costruzione di una strada veloce da Eboli ad Agropoli. Il progetto, a cura dell’ANAS, sottoposto al dibattito pubblico prevede la realizzazione di una strada a scorrimento veloce come variante della SS18 tra Agropoli e l’autostrada A2 del Mediterraneo – Eboli, dallo svincolo di Agropoli Sud della SP430, attraversando i territori dei comuni di Agropoli, Capaccio, Albanella, Altavilla Silentina, Serre ed Eboli fino alla A2 con un nuovo svincolo Autostradale tra quelli di Eboli e Contursi. Un costo stimato tra 1,5 e 2 miliardi di euro. Lo scopo sarebbe di velocizzare e decongestionare la SS18 servendo le località balneari del Cilento, migliorando la viabilità locale interessata e mediante nuovi svincoli l’accessibilità all’area archeologica e paesaggistica di Paestum, Velia e della Certosa di Padula. In Campania riteniamo che di priorità ce ne siano ben altre, come ad esempio la messa in sicurezza delle scuole e degli edifici pubblici( (circa il 60% delle scuole in Campania è priva del certificato di agibilità e circa il 53% di quello di prevenzione incendi), l’adeguamento e potenziamento del sistema ospedaliero pubblico (strutture e apparecchiature), il completamento delle infrastrutture idriche (acquedotti colabrodo, reti fognarie e depuratori mancanti), il potenziamento del trasporto pubblico su ferro (treni, metro, tram) anche a servizio delle aree in questione, la realizzazione degli impianti (in primis quelli per il trattamento della frazione organica) per incrementare la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti urbani. Va inoltre considerato il consumo di suolo che con il progetto vedrebbe centinaia di aziende agricole della piana private di superfici utili alle coltivazioni. Le politiche per la Mobilità pulita e sostenibile, condivise dall’Italia con gli altri paesi membri della UE, prevedono l’impegno a diventare a impatto climatico zero entro il 2050. A tal fine, il settore dei trasporti deve subire una trasformazione che richiede una riduzione del 90% delle emissioni di gas a effetto serra, garantendo nel contempo soluzioni a prezzi accessibili ai cittadini. Pertanto, per velocizzare e decongestionare la SS18 per servire le località balneari del Cilento occorre puntare prioritariamente sulla mobilità sostenibile, potenziando il trasporto ferroviario in assetto intermodale, associato al trasporto delle biciclette sui treni da parte dei viaggiatori, al car sharing presso le stazioni di destinazione del Cilento. A ciò si possono aggiungere sistemi intelligenti (smart) di indirizzamento dei flussi veicolari sfruttando gli assi viari alternativi già esistenti e per taluni, come ad esempio per la cosiddetta “Aversana”, integrando il preesistente con nuovi tratti di connessione“.

CAPACCIO PAESTUM, IL COMITATO ARTICOLONOVE – NO BRETELLA INVITA ALLA PARTECIPAZIONE

Per i promotori del Comitato ArticoloNove No Bretella Capaccio Paestum, riunitisi già due volte in Sala Erica in Piazza Santini e attivi da alcune settimane con iniziative di comunicazione, è molto importante che il prossimo 10 maggio ci sia una folta presenza della cittadinanza al fine di affermare con forza il NO alla Bretella che devasterebbe il territorio di Capaccio Paestum cementificando ben 266 ettari di suolo (una superficie pari a 373 campi da calcio).

Nella foto sopra: una recente riunione del Comitato No Bretella ArticoloNove Capaccio Paestum.

Nella foto sopra: qualche giorno fa, sondaggi al Rettifilo per i lavori della Bretella.

QUALCUNO FA IL GIOCO DELLE 3 CARTE – A PONTE BARIZZO NON SI FERMA PROPRIO NIENTE

La politica (rigorosamente con la p minuscola) quando non riesce a convincere cerca di “tranquillizzare” il cittadino. Come? Ovviamente buttando la palla in tribuna. Esattamente quello che sta accadendo con la Bretella. La gente ha guardato il progetto ed ora ha paura. Molti hanno trovato il proprio terreno espropriato e la propria casa abbattuta. Feudo Vignone e Rettifilo – Vannulo sono le due contrade che saranno devastate dalla Bretella. Addirittura, anche immobili di pregio come l’Ex Tabacchificio a Rettifilo dovranno essere abbattuti. Tanti cittadini che hanno proprietà a ridosso dei tracciati hanno visto il loro nome e cognome nell’elenco degli espropri allegato al progetto, che prevede addirittura abbattimenti di civili abitazioni. Una situazione che getta nell’angoscia centinaia di cittadini. La Bretella Eboli-Agropoli, così come concepita, è un errore che danneggia enormemente il territorio della Piana del Sele. Un’infrastruttura che impatta rovinosamente sull’ambiente, che devasta e che decreta un numero enorme di espropri. Ed allora, la politica politicante va dicendo in giro (e per la verità anche in Consiglio Comunale) che “la Bretella si fermerà a Ponte Barizzo all’altezza della rotatoria di ingresso a Capaccio Paestum e che quindi non attraverserà il nostro territorio comunale e che case e terreni dei capaccesi sono salvi”. Eppure, ci sono documenti e avvenimenti che smentiscono in modo inequivocabile questa tesi:

  • come documentato nella foto in alto, qualche giorno fa, in località Rettifilo sono addirittura iniziati sondaggi e rilievi per la Bretella. Come ben sapete, in quel tratto, siamo ben oltre Ponte Barizzo;
  • ma la cosa che maggiormente andrebbe rilevata è che di recente la maggioranza del Consiglio Comunale di Capaccio Paestum ha approvato una delibera di mozione a favore dell’opera in cui si plaude all’intervento nella sua totalità, ovvero da Eboli ad Agropoli, senza che nulla si fermi a Ponte Barizzo.

PERCHÉ LA BRETELLA È INUTILE

Ci sono problemi oggettivi che nessuno ignora o vuole nascondere. Non siamo miopi. Occorre migliorare la mobilità e l’accessibilità verso la nostra costa e verso Paestum ed il Cilento. La SS18 certi giorni diventa un imbuto in cui si perdono ore. Ma la risposta a questi problemi con la Bretella Alfieri è chiaramente non convincente se non addirittura, palesemente, sbagliata. E le motivazioni sono molteplici:

  • Non risolve il problema dei flussi verso il Cilento. La strada si ferma a Mattine, dopo di che occorrerà come già avviene adesso immettersi sulle attuali strade costiere o interne per raggiungere le note mete turistiche cilentane;
  • L’impatto ambientale sarà devastante, dato che la nuova strada di circa 30 km sarà in gran parte in sopra elevata (l’area dove si è pensato di fare passare la bretella è soggetta a rischio di esondazione del Sele e del Calore);
  • Il consumo di suolo agricolo causerà una ricaduta negativa su oltre 300 aziende produttrici di quarta gamma, su cui si stanno concentrando finanziamenti e interessi per un valore enorme in termini di PIL della nostra area;
  • La ricaduta negativa su tutta una economia sorta sul turismo di passaggio lungo la SS 18. Alcuni pensano che questa sia una visione minimalista. Ma attualmente questa economia esiste e ridurre i flussi di transito si tradurrà nel breve periodo in una crisi di piccole imprese e perdita di posti di lavoro.

POTENZIARE LE STRADE ESISTENTI, LA COSA PIÙ SENSATA

  • Più logico è investire sul potenziamento, ampliamento e messa in sicurezza di quello che già esiste;
  • La Strada Provinciale 30 e le altre provinciali che scendono al mare da Eboli e Battipaglia;
  • Completamento e prolungamento dell’Aversana, sia a Nord (collegamento con l’autostrada) sia a Sud;
  • Complanari sulla S.S. 18 per alleggerirla del traffico locale.

A cura di Carmine Caramante

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