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IMU – IL COMUNE DEVE RESTITUIRE I SOLDI AI CITTADINI

Capaccio Paestum – Le politiche del “fare accertamenti” per coprire i mutui iniziano a fare acqua. L’attacco di Fratelli d’Italia. Le precisazioni di Antonio Rinaldi.

IL FATTO

Il funzionario responsabile dell’Area Tributi-Entrate Patrimoniali del Comune di Capaccio Paestum, dottor Antonio Rinaldi, nei mesi scorsi, ha evinto che ammontava a circa 1,4 milioni di euro l’importo di cui l’ente civico era creditore nei confronti di 1330 contribuenti per complessivi 1.314.381 euro (comprensivi di sanzioni, interessi e spese di notifica). Le verifiche contabili e amministrative riguardavano gli anni d’imposta 2017, 2018, 2019 e 2020, costituiti dai contribuenti che hanno goduto “sine titulo” dell’esenzione IMU sulla prima casa, in ragione dello “spacchettamento del nucleo familiare” e nei cui confronti si è proceduto alla revoca d’ufficio.

LA PRONUNCIA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

Con la sentenza n. 209/2022 del 12/09/2022, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 13, comma 2, quarto periodo, D. L. n. 201 del 6 dicembre 2011, nella parte in cui stabilisce che: “[p]er abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”. Infatti, secondo la Corte Costituzionale, il citato articolo, disponendo che per poter accedere all’esenzione dall’IMU occorre il duplice requisito della dimora abituale e non considerando sufficiente la sola residenza anagrafica, si pone espressamente in contrasto con i principi costituzionali di cui agli artt. 3, 31 e 53 Cost. In altre parole, la Corte ha dichiarato l’illegittimità della norma nella parte in cui richiede, ai fini dell’agevolazione IMU, che l’immobile sia utilizzato come abitazione principale non solo dal soggetto passivo, ma anche dal suo nucleo familiare. Tale illegittimità è estesa dalla Consulta anche ad altre norme, ovvero all’art. 13, comma 2, quinto periodo, D. L. n. 201/2011 nella parte in cui limita l’esenzione dall’IMU ad uno solo degli immobili situati nello stesso Comune, e all’art. 1, comma 741, lettera b), L. n. 87/1953, come modificato dall’art. 5-decies, comma 1, D.L. n. 146/2021, nella parte in cui prevede che il possessore e i componenti del suo nucleo familiare hanno diritto ad una sola agevolazione quando hanno residenze e dimore abituali diverse. In pratica, con la sentenza in commento, la Corte Costituzionale ha riscritto la definizione di abitazione principale, definendola il luogo dove il soggetto passivo ha la residenza anagrafica e la dimora abituale, a nulla rilevando il luogo di residenza e dimora degli altri membri della famiglia.

L’ATTACCO DI FRATELLI D’ITALIA

Il Comune di Capaccio Paestum dia risposte ai cittadini sui numerosi accertamenti IMU e sull’incasso illegittimo perpetrato ai danni dei cittadini capaccesi. Cosa pensa di fare e come gestirà le richieste di restituzione o risarcimento dei danni l’Ente pubblico? – ha dichiarato il Commissario Cittadino di FDI avv. Michelina Di Spirito. Il comune di Capaccio Paestum – continua Di Spirito – ha avviato accertamenti illegittimi, incassato somme non dovute, sostenuto spese per far fronte ai numerosi ricorsi giudiziari, nonostante si sia cercato un colloquio per dirimere l’errata ed inesatta interpretazione della normativa con i responsabili degli uffici comunali all’uopo preposti. Ma nulla, sono continuati gli accertamenti e si è pensato solo a fare cassa. È tempo di responsabilità e di dare risposte al fine di impedire il preannunciato disastro economico della nostra città, è il momento di maggiori garanzie per i cittadini e di più democrazia nella politica comunale. Come FDI Capaccio Paestum, comunichiamo che è aperto lo sportello di FDI Capaccio Paestum attraverso la mail fratelliditaliacap@libero.it, dedicato al confronto con i cittadini su ogni tematica del nostro territorio”.

LA PRECISAZIONE DEL DOTTOR ANTONIO RINALDI

In merito alla questione, tramite gli organi di informazione, il funzionario responsabile dell’Area Tributi-Entrate Patrimoniali del Comune di Capaccio Paestum, dottor Antonio Rinaldi, tra le altre cose, ha precisato che: “La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 209/2022 del 12/09/2022, ha rettificato il suddetto orientamento interpretativo, giungendo a dichiarare costituzionalmente illegittimo il riferimento al nucleo familiare  (termine-concetto che nella sua accezione normativa aveva sollevato diverse difficoltà interpretative), ma ha ribadito che i due requisiti della residenza anagrafica (quid iuris) e della dimora abituale (quid facti) sanciti dal legislatore statale devono contemporaneamente sussistere in capo al possessore dell’immobile. Il contribuente dovrà pertanto produrre e trasmettere all’Ufficio IMU di competenza idonea autocertificazione con la quale attesterà la sussistenza dei suddetti requisiti ai fini del legittimo riconoscimento dell’esenzione IMU “prima casa” (allegando a corredo i consumi relativi alle utenze attive riferite all’immobile per il quale richiede l’esenzione), salva la facoltà dell’Ufficio di eseguire di iniziativa gli opportuni controlli unitamente a personale del Nucleo di Polizia Tributaria Locale, e salvi altresì i provvedimenti consequenziali di carattere penale in caso di dichiarazione mendace”.

A cura di Carmine Caramante

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