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UN ANNO DI LUNGOMARE – MA TANTO ANCORA DA MIGLIORARE

Il lungomare di Capaccio Paestum, o meglio di Laura di Paestum, non funziona. L’idea era quella di creare un waterfront che donasse alla cittadina il pieno rapporto con il mare per 365 giorni l’anno. I motivi di questa iniziale difficoltà, al netto dei trionfalismi per l’intervento fatto e che la propaganda politica ha cavalcato, sono molteplici e di diversa matrice. Innanzitutto, come si è notato sin dal principio, la striscia mattonellata che ci si ostina a definire “lungomare” è “costretta” tra i lidi e la pineta e da ciò ne scaturisce l’assenza della vista del mare, un particolare non da poco. Di fatto, tranne che nei pochi punti aperti, il panorama per chi passeggia è costituito da recinzioni dei lidi, cabine, muri, muretti, aree per il deposito dei rifiuti, serbatoi e ripostigli.

IL PROBLEMA SICUREZZA

A conti fatti, tolti i 2 mesi estivi (a servizio dei lidi) per gli altri 10 mesi l’anno il lungomare di Laura è deserto. È buio e solitudine e, soprattutto, insicurezza visti i continui furti di automobili ed episodi di scippi ai danni di cittadini.

I recenti casi di cronaca

  • Donne rapinate mentre passeggiano sul lungomare della Laura a Capaccio Paestum. Immediata la risposta dei carabinieri della Stazione di Capaccio Scalo, i quali hanno tratto in arresto due soggetti, un 24enne extracomunitario ed un 20enne capaccese, pregiudicati con precedenti per furti, ritenuti gli autori di due rapine a mano armata avvenute sul medesimo tratto di costa: la prima intorno alle ore 8.30, davanti al lido Conchiglia, ai danni di due signore di Albanella e Capaccio Paestum, una delle quali ha tentato di reagire finendo in ospedale con un taglio ad un dito ed escoriazioni a spalle e ginocchia dopo essere stata spintonata per terra dal malfattore; la seconda, invece, si è verificata nel tardo pomeriggio, nei pressi del lido Mithos, ancora ai danni di altre due donne residenti nella città dei Templi. In entrambi i casi, i rapinatori avevano scippato loro le borse dopo averle minacciate brandendo un coltello.
  • Parcheggiano nei pressi della spiaggia per una giornata al mare. Quando rientrano trovano l’auto distrutta e svaligiata. Non si arresta il fenomeno dei furti nelle auto parcheggiate lungo il litorale. I comuni dove tali episodi si registrano maggiormente sono Agropoli e Capaccio Paestum. Diverse le segnalazioni che arrivano proprio dalla Città dei Templi. Ignoti dopo aver sfondato un vetro della vettura sono riusciti a portare via bagagli e documenti.
  • Individuato il responsabile dei furti sulla spiaggia e nelle auto di turisti parcheggiate sul litorale in località Laura di Capaccio Paestum. Si tratta di un giovanissimo ricettatore ebolitano: i carabinieri di Capaccio Scalo hanno infatti eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di un 17enne, residente a Santa Cecilia. Il ragazzo è stato fermato in località Campolongo a bordo di un’auto rubata: l’autore dei furti, si cambiava gli indumenti indossati, nell’auto rubata, per non essere riconosciuto dalle forze dell’ordine. Ora è stato condotto in una comunità tutelare.

COSA PUÒ FARE L’AMMINISTRAZIONE

Un investimento molto più alto dei mutui fatti dovrebbe riguardare la sicurezza h24 per 12 mesi l’anno e la fruibilità da parte dei singoli. Diversamente non chiamiamolo lungomare ma “marciapiedi tra mare e pineta nei pressi di alcuni lidi a luglio e agosto”. Occorre urgentemente potenziare anche nei periodi autunno/inverno la sorveglianza, magari impiantare sulla costa una sede distaccata della polizia municipale ed implementare un efficiente sistema di videosorveglianza.

COSA DEVONO FARE GLI IMPRENDITORI BALNEARI

Mantenere aperte le strutture anche nei mesi non estivi. È davvero desolante passeggiare e non trovare un bar aperto neppure per prendere un caffè o un gelato. Il primo presidio per un luogo è la presenza di vita, e le attività commerciali e di intrattenimento sono l’essenza per un luogo che vuole essere punto di attrazione per flussi giornalieri o diventare un salotto all’aperto per il territorio. Questo intervento, costato fior di quattrini, che ne costerà ancora ed ancora, è stato principalmente fatto per loro, per migliorare il decoro lungo gli stabilimenti balneari. Non capiamo perché gli stessi imprenditori del settore non abbiano avuto la sensibilità di dare un contributo fattivo a questo processo restando aperti almeno quei 200 giorni l’anno che dovrebbero essere imposti da un serio contratto di concessione.

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