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ANTUNZMASK

“Sola, sola soletta”. La Giornata Perfetta di Antunzmask. 

Uscito lo scorso 12 luglio, Giornata Perfetta è l’ultimo singolo di Antunzmask, una ballad nostalgica che sa di “Surf Cilentano”. Dietro il moniker di Antunzmask c’è Antonio Russo, cantautore e musicista di Santa Maria di Castellabate, attivo sulla scena musicale indipendente da diversi anni. Pur non volendo cadere in rigide classificazioni, Antunzmask definisce il suo genere “psych-folk”. Esordisce nel 2012 con Zero Programmi in Questione, disco dalle atmosfere acustiche, contenente ballads malinconiche ed evergreen memorabili. Partecipa alle finali del Premio Buscaglione (vinto, quell’anno, da Lo Stato Sociale) e apre il concerto di Rocco Papaleo al teatro dell’Università degli Studi di Salerno. Nel 2013 pubblica Al Mostro, un album completo, capace di fondere folk, blues e punk. Il disco lo porterà ad avere un discreto successo, pur non avendo alcuna casa discografica alle spalle. In quel periodo parte anche il suo primo tour l’AL MOS(tour)O, arrivato a contare nel giro di due anni più di cento concerti. Ha condiviso il palco con artisti quali Giorgio Canali, Cristiano Godano, Bologna Violenta, Afterhours, A Toys Orchestra, Ministri, Tricarico (ed etc). Nel 2014 pubblica l’Ep Canzoni detESTATE; il terzo disco, invece, esce nel 2017, con l’omonimo titolo Antunzmask, un progetto dalla natura ultra-sperimentale, carica di rock psichedelico. Nel 2018 pubblica il delirante singolo Autodistruzione Costruttiva, tirando fuori tutte le contaminazioni musicali che lo hanno influenzato nel corso degli anni, dalla psichedelia al noise, passando per il folk e il blues. Dal 2019 è bassista nel trio di Johnny Dalbasso. Nel 2020-2021 pubblica con Fuffa Records i singoli Valentina e Il regalo della cornacchia, brani dalle sonorità elettroacustiche simili a quelle delle origini, in una veste più matura.

Antunzmask è uno pseudonimo particolare, cosa significa e cosa rappresenta per te?

“È un nomignolo che mi porto dietro dalla terza media, significa Antonio in una lingua inventata. Essendo il mio nome e cognome molto comuni, ho deciso di identificare con Antunzmask qualsiasi tipo di attività artistico-musicale che uscisse dalla mia persona”.

Nella tua biografia scrivi di essere “Figlio del rock, nipote del punk, cugino del folk e amante della psichedelia”. L’artista che più ha influenzato la tua formazione musicale?

“Agli inizi della mia carriera ero solito accostarmi a nomi di artisti o band che mi influenzavano – Syd Barrett, Velvet Underground per citarne due – ma, in realtà, ora mi viene difficile perché i miei ascolti sono in continua evoluzione e le influenze si contaminano sempre più. E soprattutto perché il mio stile musicale, oltre ad essere contaminato da ciò che ascolto, viene contaminato da ciò che vivo”.

I tuoi brani hanno sonorità particolari, a tratti sperimentali. Cosa vuole trasmettere questo genere di fare musica?

“Come dicevo, la mia musica è frutto di ciò che vedono i miei occhi e percepisce il mio corpo, sia nell’immaginario reale che in quello onirico, e la sperimentazione ne favorisce molto la riuscita. Non ho un preciso messaggio da lanciare. Mi piace rapportare la mia musica alla dimensione che l’ascoltatore sceglie. Ciò che ascoltate non è frutto di un prodotto studiato. Ciò che ascoltate È”.

Parlaci del tuo ultimo singolo, Giornata Perfetta

“È come una di quelle canzoni che uscivano dalle radioline a pile in spiaggia. Ho cercato di darle questo tipo di suono melanconico, solito di fine estate. Una nostalgia di una epoca mai vissuta, o forse che non esiste ancora. Non sono mai stato musicalmente al passo coi tempi e questa canzone ne è la dimostrazione. Un pezzo fuori dal tempo che sta piacendo molto”.

Seguirà un album e/o un tour?

“Seguiranno delle date estive tutte cilentane che pubblicherò a breve sui miei canali social. Ho trascorso anni lontano da casa e non c’è cosa più bella di ritornare a suonare nella mia terra, il Cilento. A settembre seguirà un altro singolo. Per quanto riguarda il nuovo disco, invece, bisognerà aspettare la fine dell’anno”.

Mariangela Maio

Leggi  QUI  la copia digitale de Il Commendatore Magazine.

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