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Mai più sole

BALLARE SOTTO LA PIOGGIA

BALLARE SOTTO LA PIOGGIA.

Quasi un anno che ho conosciuto la paura, lo sconforto, il senso d’impotenza, la vera precarietà di esistere. Quasi un anno che è valso come una vita intera. Scorci di vita vissuta che ti passano davanti agli occhi, attimi di felicità e spensieratezza svaniti. Momenti importanti che tornano alla mente e che porti nel cuore. Abbracci, carezze, baci e amore, che prima di questa esperienza probabilmente non apprezzavi, non vivevi fino in fondo. Sempre di corsa, sempre distratti, sempre impegnati a guardare avanti. Pensiamo di avere sempre tempo e viviamo inseguendo continuamente qualcosa. Poi la vita ti fa capire che le cose non stanno così, che bisogna vivere e inseguire i sogni, sì, ma bisogna anche sapersi fermare e imparare a guardarsi intorno, fermarsi e godersi il panorama, l’alba, il tramonto. Cose che dai per scontate. E allora ti costringe a imparare il suo vero senso. All’inizio mi chiedevo perché a me, perché, perché? Poi l’atteggiamento è cambiato e ho cominciato a chiedere perché non a me?? A chi farebbe piacere sentirsi dire: “Hai il cancro?”. A nessuno, nessuno lo merita. Allora c’è il punto di svolta. Ti guardi allo specchio e vai veramente oltre. Perché tu sei di più di quello che vedi. Sei di più di quello che gli altri pensano. Sei di più di quello che fino ad oggi sei stata. Che puoi dare ancora tanto. Che puoi fare ancora tanto. Che puoi, perché ci sei, perché sei ancora qui e quella vita che, fino ad un attimo prima ti faceva rabbia, improvvisamente diventa la tua amica, la tua seconda possibilità. Allora pensi che sei fortunata. Fortunata perché c’è sempre chi lo è meno di te, perché c’è chi non ha avuto una seconda possibilità. Inizi a fare amicizia col tuo nemico, impari la diplomazia, la convivenza e la riconoscenza. Perché in fondo adesso nello specchio vedi un’altra te. Una persona migliore. E che tristezza ti fa chi non vede oltre se stesso. Impari ad amare. Impari a godere delle piccole cose. Impari che in fondo è bellissimo saper ballare sotto la pioggia. La mia esperienza faccia a faccia con l’intruso, come lo chiamo io, ha fatto scattare qualcosa dentro, un interruttore, la consapevolezza che c’è una me prima e una me dopo. Viviamo con l’idea che cancro è uguale a morte, ma per fortuna non è più così. La ricerca ha fatto passi da gigante nell’ultimo decennio, soprattutto per quanto riguarda il tumore alla mammella, dando una prospettiva di guarigione altissima. La mia testimonianza, insieme a quella di tante donne che come me stanno affrontando, o hanno affrontato, questo mostro, deve servire ad aiutare chi la forza per reagire non la trova, chi, specialmente nei primi momenti della diagnosi, si sente in una bolla, in un limbo, nell’incertezza e la paura e non sa da dove iniziare. La nostra testimonianza deve servire a infondere conforto e presenza per chi ne ha bisogno. Se è vero che nulla succede per caso e tutto ha un suo perché, vorrei rendere il mio perché utile e dare ascolto alle donne che si sentono sole e in balia delle emozioni. Esistono strutture, associazioni, community, gruppi di ascolto sul territorio. Esistono persone che si mettono a disposizione di chiunque ne avesse bisogno. Parlare, confrontarci, sfogarci ci fa bene e ci aiuta a combattere con le spalle un po’ più coperte. Quindi, parliamone. Impariamo insieme a ballare sotto la pioggia.

Antonella Lamberti

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