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IL DIRITTO ALLA SALUTE: PUÒ ANCORA OGGI DIRSI INALIENABILE?

Il diritto alla salute, ormai, è ricompreso tra i diritti fondamentali di ogni uomo. Sancito e ampiamente riconosciuto nel nostro ordinamento giuridico, è previsto un vero e proprio obbligo in capo alla Repubblica di adottare tutti gli strumenti necessari al rispetto e alla tutela di questo diritto: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti” (Art.32 Cost.). Nonostante il diritto alla salute sia costituzionalmente garantito, non mancano, ancora oggi, delle sue continue violazioni. In ambito sanitario, ad esempio, la Regione Campania è protagonista di un livello inefficiente e non in grado di soddisfare le esigenze di ciascun individuo. Questa carenza che, ormai, rappresenta la cd. “nota dolente” di tutti gli ospedali situati nella nostra Regione, è innanzitutto di personale sanitario, poi, di strumenti e di risorse e, infine, di strutture. Infatti, è proprio a causa di tale falla nel nostro sistema sanitario che si registrano dati sempre più alti di medici, infermieri e personale sanitario che decidono di trasferirsi negli ospedali situati al Nord, dove questa situazione non esiste. Peraltro, il nostro sistema sanitario, già da tempo in bilico, è stato ulteriormente travolto dall’emergenza Covid-19. Una delle più recenti ed enormi contraddizioni burocratiche si è verificata lo scorso novembre. Presso l’Ospedale del Mare, collocato in zona Ponticelli di Napoli, 75 OSS (operatori sanitari), assunti tramite cooperative per l’emergenza Covid, sono stati licenziati il 5 novembre 2021, anticipatamente rispetto al termine in cui scadeva il loro contratto (31 dicembre 2021). Oltre al danno non indifferente subito dagli stessi operatori sanitari per essere stati licenziati prima del termine di scadenza ed essere rimasti improvvisamente senza lavoro, anche la beffa: la motivazione addotta al licenziamento è stata quella di “cessata emergenza Covid”, quando, invece, è ormai risaputo che al tempo in cui è stata presa questa decisione (novembre 2021) l’emergenza ancora c’era e anche i casi di positività da Covid erano in aumento. A dimostrazione della scelleratezza di questa decisione, è possibile confrontare la situazione attuale nel reparto Covid con quella di un anno fa. Ad oggi, si possono contare 3 operatori sanitari, 5 infermieri e 1 o 2 medici per ciascun turno a ricoprire 47 posti letto Covid che si stanno riempiendo man mano. L’insufficienza di tale personale sanitario risulta evidente dai dati di un anno fa, dove nello stesso ospedale si poteva fare affidamento su ben 8 operatori sanitari, il triplo degli infermieri e dei medici per ogni turno a ricoprire lo stesso numero di posti letto Covid. Questa decisione ha avuto, di fatto, due rilevanti ripercussioni: la prima, quella più importante, sui pazienti ricoverati nel reparto Covid, i quali si ritrovano a non poter accedere a tutte le cure delle quali hanno bisogno; la seconda su tutti gli infermieri, medici e operatori sanitari che lavorano presso l’Ospedale del Mare, i quali ancora una volta si ritrovano a dover affrontare l’emergenza Covid senza alcuna forma di sostegno della Regione Campania. A mio avviso, tale problema si potrebbe risolvere in due modi: il primo, investendo maggiormente risorse e fondi nel settore sanitario; il secondo, attraverso delle scelte politiche che siano efficienti e destinate realmente al bene comune.

Valentina Cicatiello

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