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INTERVISTA A LORENZO FORTE

“Fanculo le canzoni, i poeti e le ambizioni”.

Uscita il 5 maggio su tutte le piattaforme, Gli Aquiloni è un brano che lo stesso autore, Lorenzo Forte in arte FORTE, considera una canzone a parte, con una dimensione tutta sua. Il singolo, infatti, è un’appendice sospesa nel suo pezzetto di cielo, non essendo stato inserito nell’album d’esordio AMORE DONI, AMORE VUOI. Il disco racchiude nove canzoni “d’amore e d’odio”, vestite di melodie e arrangiamenti nord europei mescolati al sound vintage della musica d’autore italiana; nove canzoni scritte con una vecchia chitarra del padre, in una piccola dimora estiva a pochi passi dal mare, nel sud della Puglia. Ma torniamo a Gli Aquiloni, il brano si presenta intimo, minimale e prettamente acustico. Una canzone che parla dell’accettazione del proprio io, registrata e mixata da Gianluigi Giorgino presso Giallo Studio con Danilo Cacciatore al pianoforte e Paola Perrone alla seconda voce. Forte s’inserisce tra i cantautori “rivelazione” del 2020 ma dalla provincia di Lecce non se n’è mai andato e nel quotidiano gestisce una piccola azienda di macchine del caffè, con tempi flessibili per potersi dedicare alla musica. Folk, bucolico, elettronico, sperimentale, assolutamente non commerciale, come ha scritto di lui la rivista Rolling Stone Italia: “Questo cantautore è FORTE”.

Ciao Lorenzo, parlaci di te e del tuo background musicale.

“Il mio primo approccio alla musica è avvenuto grazie a band come Nirvana e Radiohead, successivamente ho sempre seguito con tanta passione molte altre band dei nostri anni come Arctic Monkey o Arcade Fire, in parallelo però ho sempre ascoltato tantissima musica d’autore italiana, dai cantautori più iconici del passato a tutta la scena odierna”.

“Testi vaghi e puntiformi, quadretti astratti che raccontano languori, flash, relazioni, malinconie”. Quanto è importante la Parola nelle tue canzoni?

“La Parola per me è importantissima, più del significato o del senso generale del testo. Tengo molto ad usare parole che come suono, come bellezza e come metrica si baciano perfettamente alle melodie. Molto spesso mi rendo conto del significato di una canzone solo dopo averla scritta”.

“Fanculo le canzoni, i poeti e le ambizioni” è un verso chiave del brano Gli Aquiloni che descrive l’atteggiamento di chi vuole starsene in disparte. Parlaci di questa tua presa di posizione.

“Purtroppo credo che questo sia un punto di forza ma anche un limite enorme. Preferisco sempre creare la mia musica in disparte e mi piace molto non omologarmi a panorami o a scene più o meno in voga. La verità è, però, che la musica non dovrebbe mai starsene in disparte, infatti questa mia estraniazione è dovuta più ad un lato caratteriale che musicale”.

Ti sentiremo dal vivo?

“Spero di sì, spero che questo periodo finisca una volta per tutte e di suonare il più possibile ovunque”.

Mariangela Maio

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