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LE PIÙ BELLE POESIE SONO QUELLE CHE NON SI SCRIVONO

Ebbene sì: c’è un non detto nella poesia ed è lì che va ricercata la figura del poeta. Nella sua incapacità di comunicare e di aderire alle cose del mondo. A tratti più vicino all’anti-eroe che all’illuminato, il poeta è prima di tutto un uomo: di ciò che è umano, il suo animo può contenere tutto, anche quello che non conosce. Ma il cuore umano del poeta è tormentato da un mistero divino: la ricerca spasmodica e inappagata di un infinito verso il quale la sua esistenza disperatamente tende. E allora non resta che affidarsi alla versificazione, perché il proprio dolore abbia un senso. Perché sia il lettore a darvi un senso. Ce lo ha insegnato Alda Merini, che ha concepito la sua raccolta “Terra Santa” durante l’esperienza drammatica dell’internamento. La poetessa non svelò mai nei dettagli le atrocità subite, ma nei suoi versi è palpabile la presenza di un trauma che la scosse profondamente. Oggi, chiunque legga quei versi, vi riconosce i propri mali esistenziali, pur non avendo mai messo piede in manicomio. E, ancora prima, ce lo ha insegnato Dino Campana, che recuperò il suo manoscritto perduto riscrivendolo interamente a memoria. Una follia? Tutt’altro: forse, nella sua follia, un eccesso di lucidità. La consapevolezza, acquisita, fin dai primissimi anni della sua giovinezza, che non si scrive mai solamente per se stessi. E che la poesia, salvando la memoria di un uomo, salva l’umanità intera.

Le più belle poesie

Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piegati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie
si scrivono davanti a un altare vuoto,
accerchiati da argenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d’oro
e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
Ma tu sì, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’assenzio
di una sopravvivenza negata.

(Alda Merini, dalla raccolta “Terra Santa”)

Milena Cicatiello

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