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UNA “SUPERSONICA” VOGLIA DI VITA. INTERVISTA AI DIAMINE.

Diamine è un duo electro-pop romano nato nel 2017. Arrivando dal metal con una devozione al pop, Andrea Purpura e Niccolò Cesanelli negli scorsi anni sono usciti con tre canzoni. Da qualche parte (2017), Così via e Diamine (2018), con l’intento di dare vita ad un nuovo progetto in cui far convivere la french touch di Kavinsky e Justice e il cantautorato italiano di Paolo Conte e Lucio Dalla. È fuori da venerdì 1 maggio, per la Maciste Dischi/Sony Music Italy, CHE DIAMINE, il loro debut album, già anticipato dai singoli Bolle di Sapone, Ma di che, Isolamento e Via del macello. Abbiamo intervistato Andrea e Niccolò per immergerci nella loro dimensione ritmica e visionaria: una finestra aperta sull’assurdo, un disco che strizza l’occhio.


Ciao ragazzi, come va? Com’è stato ritornare alla quasi normalità?
“Ciao, stiamo bene grazie, mi sembra anche meglio di prima. Mai la primavera ci è sembrata tanto luminosa. Abbiamo avuto il tempo di fare anche un cambio di stagione mentale”.
Come nasce e che aspetto ha “questo” Diamine?
“Diamine è un vecchio con i baffi colorati, molto elegante: bastone e cappello. Lo trovi in giro a Trastevere. Lui non parla molto ma ha un sorriso importante. C’è chi nasce da un utero e chi dall’inconscio”.
La vostra è un’identità forte e definita in cui pop ed elettronica convivono in funzione di un approccio cantautorale, un mix a dir poco perfetto. Come ci siete riusciti?
“Grazie. Beh, chi lo sa? Certe volte neanche lo riconosco quello che canta, sono immersioni in un altro presente. Per noi quello che conta è sempre l’ultima canzone su cui stiamo lavorando. Ci siamo conservati un pianeta per noi, un mondo dentro cui scrivere le nostre cose e lo stiamo proteggendo”.

Avete definito Che diamine un “album di relazioni per ascoltatori dal futuro, un bagno nella follia e nelle incertezze”. Parlateci di questo “monello volante” .
“Si tratta di stupore, ci siamo infilati nel profondo della miniera con una torcia e una corda abbastanza lunga da poter cercare un po’ di realtà personale da riportare in superfice. Non abbiamo cercato concetti o rincorso uno stile. Ci siamo affidati al piacere del suono e all’evocazione delle parole. Non è un disco per tutti, devi essere stato innamorato di qualcosa o qualcuno almeno una volta per capirlo, per gli altri sarà nel futuro”.
Dal 12 Maggio è sul tubo Supersonica: il video, diretto da Marco Brancato, si presenta come una psichedelica esplosione di colori a cui si alternano linee ondeggianti e ipnotiche. Cosa rappresenta questa canzone?
“Riascoltandola ti rendi conto che Diamine ti stava parlando, attraverso la canzone, di una vitalità in eccesso. Hai voglia di fare più di quanto tu non possa fare, questa è la sua malinconia: vuoi amare, vuoi andare sulla luna, vuoi sapere cosa muove l’universo, vuoi partecipare, vuoi ballare dove c’è musica, vuoi ridere, vuoi volare, vuoi, vuoi, vuoi tutto ma non hai certo possibilità infinite: una supersonica volontà di vita e la vita vuole solo vivere”.

Mariangela Maio

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