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UN FESTIVAL “SPAZIALE”

FESTIVAL: la solidarietà artistica diventa SPAZIALE.

Si è tenuta il 27 e il 28 agosto, nella splendida Villa Matarazzo di Santa Maria di Castellabate, la prima edizione di SPAZIALE, festival artistico-musicale promosso dall’ASSOCIAZIONE ALTROSPAZIO in collaborazione con CILENTOMANIA. Poliedrica la collettiva di artisti, locali ed internazionali, che hanno cooperato nelle due serate: Luciano Tarullo e Mico Argirò, entrambi agropolesi, hanno aperto il concerto di Francesco Di Bella (ex 24 grana). A seguire il dj set degli Assumma Sound, collettivo di collezionisti di musica in vinile. Durante la seconda serata si sono esibiti due gruppi locali, Comecarbone e Yes Daddy Yes. A seguire Giancane, cantautore romano, e Aldolà Chivalà, duo elettronico-esistenzialista di Napoli. Non solo musica ma anche street art e presentazioni di libri tra i quali menzioniamo Scene di vita quotidiana Toxic Edition, raccolta di poesie di Andrea Siniscalchi Montereale. Tra le live painting si è distinta l’esibizione di Biodpi, artista internazionale sannita. Notevoli le performances di Cinaski, Emily Colangelo, Elisa Montone, Nuru B, Mesio (RDZ crew) e Rose Romano. A completare la sezione dedicata alle arti visive, quattro mostre fotografiche: Fishing for plastic di Antonio Tartaglia; Oltre il ring. Come la boxe ha cambiato una borgata di Daniele Napolitano e Giovanni Cozzupoli; Boxe contro l’assedio di Palestra Popolare di Palermo, Palestra Valerio Verbano, Palestra Quarticciolo di Roma e Ong Ciss in Palestina; infine, la visione iconografica ed introspettiva di Novanta (Cosimo Panico). SPAZIALE è stato un festival totalmente plastic free: sensibilizzare la comunità alla tutela e la salvaguardia dell’ambiente è stato un obiettivo preponderante dell’Associazione. Molto apprezzabile la scelta del termine. In riferimento allo spazio cosmico, SPAZIALE ha trasmesso una visione di festival “sensazionale”, già oltre e proiettata al futuro. La prospettiva e la spazialità, il concept di creare e dare spazio a giovani artisti ai quali, per quasi due anni e a causa delle risapute restrizioni, questo spazio è mancato. A seguire l’intervista a due dei musicisti protagonisti dello SPAZIALE, Luciano Tarullo e Comecarbone.

Ciao ragazzi, quanto lavoro c’è dietro la costruzione di un festival “SPAZIALE”?

“Il lavoro è tanto. A causa di ciò che stiamo attraversando, da quasi due anni, le problematiche organizzative si sono raddoppiate. Ed anche le responsabilità. Tuttavia siamo stati fortunati ad avere una squadra composta da ragazzi che hanno messo cuore, passione e competenze affinché l’evento riuscisse sia dal punto di vista artistico che della sicurezza”.

Cosa vi ha lasciato il festival in termini di solidarietà artistica?

“Siamo riusciti a creare un ambiente sano a partire dal team organizzativo fino ad arrivare al rapporto tra e con gli artisti. La voglia di creare qualcosa di bello era tanta e questa si è vista negli occhi di tutti coloro che sono saliti sul palco e degli artisti, che hanno realizzato opere straordinarie. Ognuno di noi aveva come unico obiettivo regalare due serate di bellezza, emozioni e normalità. Ed il pubblico è stato meraviglioso”.

Un vostro ricordo flash (e “super personalissimo”) di queste due serate.

Luciano Tarullo: “Il momento che porterò sempre con me è stato vedere tutta la gente alzarsi in piedi, in maniera molto composta, sia ben chiaro, sul mio ultimo pezzo. Un gesto di liberazione e di felicità che mi ha emozionato moltissimo”.

Comecarbone: “Per me è stato molto bello ammirare nella propria interezza tutte le opere di street art e pittura che si affiancavano alle mostre fotografiche. L’impatto visivo è stato eccezionale”.

Ci sarà una seconda edizione?

“SPAZIALE è un progetto destinato a crescere perché coltivato da ragazzi mossi da passione e con capacità. L’Associazione culturale ALTROSPAZIO si occupa di tematiche fondamentali per la crescita della comunità e del nostro territorio. Ci sono tutti gli elementi per continuare e fare sempre meglio. Quindi sì, ci sarà sicuramente una seconda edizione”.

Mariangela Maio

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