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PER LE AZIENDE DIVENTA SEMPRE PIÙ COMPLICATO ATTRARRE TALENTI: COSÌ CAMBIANO LE PRIORITÀ A LIVELLO AZIENDALE E I RAPPORTI DI FORZA

Il mondo del lavoro sta vivendo una fase di evoluzione molto intensa che le aziende non possono certo ignorare. Secondo una recente ricerca emerge che un lavoratore su tre abbia intenzione di cambiare lavoro, un dato che non fa dormire sonni tranquilli alle aziende.

A preoccupare in particolare sono due dati: le dimissioni di massa e il quite quitting. Non sono rari i casi in cui diversi dipendenti o addirittura interi team lavorativi decidano di presentare le dimissioni in massa, provocando un grave danno di produttività ma anche d’immagine per l’azienda.

Il quite quitting può invece essere tradotto con abbandono silenzioso e consiste nello svolgere il proprio compitino senza essere propositivi né proattivi, senza alcuno stimolo a fare meglio.

Perché succede questo? Perché evidentemente i lavoratori non sono adeguatamente stimolati in quanto ritengono che la loro paga non sia adeguata al lavoro svolto, o si aspettano maggiori benefit in termini di welfare aziendale.

E qui c’è da fare un’altra considerazione: i rapporti di forza tra aziende e lavoratori si sono equilibrati, se non invertiti.

Prima le aziende potevano imporre le loro condizioni, con la consapevolezza che i candidati non avevano altre opportunità.

Oggi, con la nascita di diverse agenzie di ricerca di personale verticalizzate, è molto più facile trovare lavoro. Ne è un esempio perfetto Jobtech, specializzata in settori come GDO e retail, Horeca, logistica e call center che rappresenta un punto di incontro tra aziende e lavoratori.

Jobtech è un’ottima vetrina per le stesse aziende, che devono risultare più attrattive agli occhi dei giovani talenti che hanno molte più opzioni rispetto al passato.

Per le aziende diventa complicato conquistare i migliori talenti del settore, quindi devono offrire condizioni interessanti come possibilità di avanzamento di carriera, programmi di welfare aziendale e paghe più che adeguate.

Inoltre la selezione del personale è un momento di forte stress per le aziende, che devono investire tempo e denaro per la fase di recruiting senza la certezza di scovare le risorse giuste.

Con Jobtech il processo di selezione è molto più rapido e mirato, poiché i brand possono accedere ai CV dei candidati già opportunamente scremati secondo i requisiti richiesti.

Offrendo condizioni di lavoro adeguate e alimentando la meritocrazia si riduce il tasso di assenteismo e si attenuano fenomeni come quelli elencati precedentemente, cioè le dimissioni in massa e il quite quitting.

Sicuramente il Covid ha cambiato le priorità nella mente dei lavoratori, che durante il lockdown hanno avuto modo di ripensare alla loro posizione lavorativa e allo sviluppo futuro della loro carriera.

L’aspetto economico riveste ancora una grande importanza ma anche il work life balance, cioè l’equilibrio tra lavoro e vita privata, inizia ad essere un aspetto preso in grande considerazione.

Per affrontare le sfide del futuro le aziende devono quindi cambiare prospettiva e risultare quanto più attraenti possibili agli occhi dei giovani talenti, proponendo stipendi interessanti, opportunità di fare carriera e politiche di welfare aziendale che salvaguardino anche la vita privata del lavoratore.

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